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Articolo: 411654
Autore: Sto
Editore: Adelphi
Formato: 15,5x24
Pagine: 502
Libro
Il teatro di Bonaventura
Innanzi tutto bisogna distinguere fra teatro per bambini e teatro di bambini: cioè tra quel teatro in cui i bambini siano semplicemente spettatori e quello in cui facciano da attori. Sono due cose diversissime e non bisogna confonderle e tanto meno mescolarle.
La stessa confusione accadde su per giù quando si cominciò a parlare di teatro di masse. In un primo tempo l'espressione fece pensare a palcoscenici immensi, invasi da truppe di attori e di comparse a piedi e magari a cavallo: e invece non si tratta che di un teatro che parli direttamente al cuore e allo spirito di tutto un popolo.
Teatro per bambini, così, deve intendersi quello creato per il divertimento e la felicità di una platea di piccoli spettatori: ma in palcoscenico chi recita possono essere burattini, possono essere marionette, possono essere, se volete, uomini. Ma bambini, no.
I bambini che recitano, per me, sono malinconicissimi. E sono malinconicissimi perché non sanno più essere bambini, come Dio li ha creati, ma pappagalleggiano i grandi che li hanno istruiti. Quel divino dono della freschezza, dell'ingenuità, della spontaneità, dell'innocenza che è la più bella e la più sacra prerogativa dell'infanzia, in palcoscenico va a farsi benedire, soffocato dallo sforzo e dall'artificio di copiare il maestro che li ha diretti.
Non c'è che una eccezione al mondo: i bambini dei film americani, che ci inchiodano di meraviglia per quel miracolo di sincerità che nessuna sovrapposizione di regista riesce a distruggere ne a diminuire. E non parlo di quelli celebri, i mattatori, che già un po' ci appaiono ammaestrati a secondare i gusti e le esigenze dei pubblici: parlo di quei mille altri meno noti, talora mai visti prima, spesso anonimi, adoperati quasi sempre senza importanza, anche in rapide apparizioni, ma che vediamo con nostro grande stupore e diletto parlare, ridere, piangere, giocare, fare i dispetti e le bizze, compiere atti di bontà, commuoversi e commuovere, così, semplicemente, come tutti i bambini del mondo quando sono abbandonati a se stessi. Ma questo non può avvenire che in America, che è tutto un popolo di grandi bambini.
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